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Piccole imprese e grande responsabilità: verso una nuova cultura del lavoro

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  Piccole imprese e grande responsabilità: verso una nuova cultura del lavoro di Carlo Silvano La tutela delle piccole e medie imprese è una necessità strategica per lo Stato italiano. Esse rappresentano l’ossatura produttiva del Paese, custodiscono saperi, radicamento territoriale, occupazione e coesione sociale. Senza un sostegno concreto alle PMI – sul piano fiscale, energetico, creditizio e burocratico – l’Italia rischia una progressiva desertificazione economica e industriale. Tuttavia, la difesa delle piccole imprese non può tradursi in una deresponsabilizzazione sul piano dei diritti del lavoro. Accanto alle politiche di sostegno pubblico, è indispensabile avviare una nuova cultura imprenditoriale che superi definitivamente una mentalità padronale ancora troppo diffusa, soprattutto nelle realtà di dimensioni ridotte. In molte piccole e medie imprese italiane persiste una visione del rapporto di lavoro sbilanciata, nella quale il dipendente è percepito come ...

Lavoro sfruttato, dignità negata: una ferita che interpella la coscienza civile e cristiana

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    Lavoro sfruttato, dignità negata: una ferita che interpella la coscienza civile e cristiana Quanto in questi giorni è emerso nelle campagne di Vedelago (Treviso), e riportato dal quotidiano “Il Gazzettino”, non è soltanto un fatto di cronaca nera o giudiziaria: è una ferita profonda inferta alla dignità del lavoro e della persona, una ferita che chiama in causa la responsabilità della politica, dell’economia e della coscienza collettiva. Quarantadue uomini, giovani, regolarmente presenti sul territorio nazionale, costretti a vivere ammassati in un appartamento, senza condizioni igieniche minime, ridotti a forza lavoro docile e ricattabile. Dietro la facciata di una società formalmente in regola, si nascondeva un sistema di caporalato raffinato, capace di aggirare controlli e regole, e di svuotare dall’interno il senso stesso della legalità. Dal punto di vista dei valori di “Democrazia Sovrana Popolare”, questa vicenda mostra in modo plastico cosa accade quando il lavor...

Treviso, L’alba spezzata sull’alzaia del Sile: la ferocia che tolse la vita a Luca Tonello

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L’alba spezzata sull’alzaia del Sile: la ferocia che tolse la vita a Luca Tonello di Carlo Silvano La notte tra il 30 e il 31 ottobre 2000 rimase segnata da un atto di inaudita violenza: sulle rive dell’alzaia del Sile, a Lughignano di Casale, il 29enne ragioniere trevigiano Luca Tonello fu brutalmente ucciso. I referti e le cronache dell’epoca parlarono di un massacro consumato con strumenti contundenti, colpi inferti con tale ferocia da imprimersi nella memoria collettiva della comunità locale. La dinamica e la crudeltà del gesto — una violenza cieca che non lasciò scampo alla vittima — suscitarono sgomento e indignazione fin dalle prime ore successive al ritrovamento. Le indagini portarono all’arresto di due giovani: Rossana Bertelli , con cui Tonello aveva intrattenuto una relazione, e Alessandro Mandalà , compagno della donna all’epoca dei fatti. In primo grado la coppia fu condannata per omicidio; la sentenza, poi confermata nei successivi gradi di giudizio, sancì la respon...

Villorba (Treviso), Lavoro, dignità e responsabilità: quando l’impresa non garantisce più il bene comune

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  Lavoro, dignità e responsabilità: quando l’impresa non garantisce più il bene comune di Carlo Silvano   La stampa locale riporta che i l gruppo Benetton ha annunciato l’applicazione di un contratto di solidarietà nella misura del 90 % dell’orario per circa 80 dipendenti dello stabilimento di Castrette di Villorba (Treviso). Sul piano umano e cristiano, questa vicenda richiama, a mio avviso, l’imperativo della tutela della persona nel lavoro: nell’insegnamento sociale della Chiesa, il lavoro non è meramente una merce, ma «partecipa alla dignità della persona» ( vedi “Gaudium et Spes”). Quando un’impresa riduce drasticamente i giorni di lavoro, mette a rischio non solo il reddito, ma la partecipazione attiva del lavoratore alla vita della comunità.  In questo contesto, potrebbe essere ora necessario pensare a strumenti più radicali: se un’azienda non è più in grado di garantire la continuità dell’occupazione e ritiene di applicare ammortizzatori sociali eccezionali — ...

Il sangue che unisce: la famiglia come sacramento di comunione e scuola di responsabilità

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  Il sangue che unisce: la famiglia come sacramento di comunione e scuola di responsabilità di Carlo Silvano Nella società contemporanea, attraversata da rapide trasformazioni culturali e morali, la famiglia fondata sui legami di sangue sembra spesso posta sotto accusa o, peggio, relegata a una dimensione secondaria rispetto ad altre forme di convivenza. Le cronache quotidiane, con il loro carico di tragedie familiari, sembrano offrire un triste controcanto alla bellezza e alla sacralità di questa istituzione. Tuttavia, alla luce delle Sacre Scritture e del Magistero della Chiesa, non è la famiglia in sé ad essere in crisi, ma la fedeltà dell’uomo al progetto divino che essa incarna. La fragilità umana, che si manifesta talvolta in violenza o egoismo, non può oscurare la verità teologica e antropologica che la famiglia rappresenta: un dono di Dio e il primo luogo in cui la persona scopre se stessa come essere in relazione e in comunione. La Parola di Dio, fin da...

"Metello" di Vasco Pratolini

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“Il coraggio tradito: rileggere Metello di Vasco Pratolini nell’epoca del lavoro senza voce”   Presso la biblioteca civica di Villorba ho preso in prestito il volume Opere di Vasco Pratolini (nato nel 1913 e morto nel 1991). Per me, rileggere Metello del celebre scrittore fiorentino significa, oggi, misurare la distanza — ma anche la continuità — tra due secoli di speranze operaie e disillusioni collettive. Il romanzo, ambientato nella Firenze di fine Ottocento (tra gli anni 1870 e 1902), narra la formazione civile e morale di un giovane muratore che scopre la dignità del lavoro e la forza della solidarietà tra compagni. Ma ciò che in Pratolini era conquista e risveglio, nella nostra epoca appare come una perdita, una frattura che si è allargata fino a diventare silenzio.   Metello fu scritto negli anni Cinquanta e pubblicato nel 1955, nel pieno della ricostruzione italiana del dopoguerra, quando il lavoro e i diritti operai tornavano a essere temi centrali nel d...

Bollette e truffe: così la liberalizzazione ci ha traditi

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  Bollette e truffe: così la liberalizzazione ci ha traditi Negli ultimi anni ci hanno raccontato che la liberalizzazione del mercato elettrico avrebbe portato più concorrenza e bollette più leggere. La realtà è ben diversa. Oggi ci troviamo di fronte a decine di società che si contendono i clienti con telefonate insistenti, venditori porta a porta e contratti spesso poco chiari. Non mancano nemmeno truffe e attivazioni non richieste, che colpiscono soprattutto gli anziani e le famiglie più fragili. Se tante aziende spingono così tanto per entrare in questo mercato, significa che i guadagni sono alti. Ma quei profitti arrivano direttamente dalle nostre bollette, sempre più difficili da pagare. Eppure l’energia non è un prodotto di lusso: è un bene essenziale, senza il quale non c’è vita dignitosa, lavoro, futuro. Per questo credo sia arrivato il momento di riflettere seriamente: il modello attuale non funziona. Serve restituire al pubblico un ruolo decisivo nella gestione dell’ener...