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Mobbing, colpisce più gli operai o gli impiegati?

Nel settore privato ad essere vittime del mobbing sono maggiormente gli operai o gli impiegati?  Non ho statistiche da esibire, ma credo che ad avere maggiori problemi nei luoghi di lavoro siano gli impiegati.  Confrontandomi con un Giudice del lavoro prima e dopo un convegno sul mobbing, si discuteva sul fatto che gli imprenditori che hanno una mentalità tipicamente "padronale" sono portati a "quantificare" il lavoro quotidiano dei propri dipendenti, ed in questo senso è "facile" comprendere se un operaio è o meno produttivo: è sufficiente, infatti, contare i "pezzi" che ha prodotto lavorando al tornio o ad un'altra macchina e fare due conti su spese e incassi.  Nelle aziende con una mentalità tipicamente "padronale" gli impiegati vengono per lo più considerati come un semplice costo: non importa che stiano alla scrivania, dietro ad un pc per tante ore al giorno a fare fatture, bolle di accompagnamento, conteggio delle...

Demansionamento, primo passo che conduce al mobbing?

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Se essere demansionati non significa essere automaticamente soggetti a mobbing, tuttavia il demansionamento è la strada che il datore di lavoro privilegia nel suo tentativo di sbarazzarsi di un dipendente ritenuto di troppo. A parlarmi di questa "odiosa pratica datoriale" è l'avv. Maurizio Jacobi che ho avuto come difensore nella mia vertenza legale contro l'Opera San Pio X di Treviso. Avv. Jacobi, può parlarmi di un caso di demansionamento che l'ha particolarmente colpito? Tra i vari casi da me trattati posso citare quello di una cliente che, grazie al conseguimento di specializzazioni in marketing e comunicazione, era stata assunta da un'importante azienda: fin dall’inizio del rapporto lavorativo era stata inquadrata al livello A1 Superiore del proprio Contratto collettivo nazionale del lavoro, con funzione di addetta “ Marketing e Comunicazione ”, alle dipendenze gerarchiche ed operative del responsabile del Settore Commerciale dell'azienda. ...

Se il mobbing uccide...

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Qui di seguito propongo un capitolo tratto dal libro "Un lavoratore di troppo. Storie di mobbing nella Marca trevigiana", di Carlo Silvano e Agostino La Rana... Capitolo II Sembra che una delle prime cause celebrate per mobbing al Tribunale di Treviso riguardi un giovane ragioniere costretto a licenziarsi così da lasciare il proprio posto di lavoro ad un collega, perché così avevano deciso i suoi titolari. A raccontarmi questa triste storia è l’avv. Enio Borracelli quando, il 2 aprile del 2008, mi reco nel suo studio a Preganziol per intervistarlo. “ Il mio assistito – riferisce l’avv. Borracelli – era stato assunto come impiegato in una ditta di Dosson, in provincia di Treviso, nel 1995, e a mio avviso si trattava di un dipendente modello perché nel 1997 veniva già promosso, su iniziativa del datore, a un livello superiore, e successivamente, nel 1999, otteneva un significativo aumento nella retribuzione mensile ”. Poi cosa è successo? Improvvisamente il 1...

Note per il selezionatore aziendale

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Scegliere nel rispetto della persona... una nota pubblicata nel 2001 nella rivista "Etica per le professioni" (n. 1).

Il mobbing nella Marca trevigiana

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VILLORBA (Treviso) - Nonostante la ristretta partecipazione di pubblico (poco più di venti persone), è stato molto interessante il dibattito che è seguito alle relazioni del giudice del lavoro Massimo De Luca (Tribunale di Treviso) e dell'avv. Sossio Vitale. L'incontro è stato moderato da Carlo Silvano. De Luca, nel suo intervento, ha spiegato quando - in azienda - si concretizzano quelle dinamiche tra datore di lavoro e dipendente che portano al mobbing, e ha sottolineato la necessità di raccogliere prove documentali. Vitale, invece, si è soffermato sul danno esistenziale e ha parlato delle strutture sanitarie che hanno il compito - seguendo un preciso protocollo - di definire il danno esistenziale subito dal lavoratore. da sx verso dx: Silvano, De Luca e Vitale Molte le domande del pubblico e diverse persone hanno accennato ad una propria esperienza lavorativa connessa al mobbing, come una mamma che si è vista "allontanare" dal posto di lavoro dopo la se...

Libreria Lovat, incontro sul mobbing

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Sabato 12 maggio 2012, alle ore 17.00 presso la libreria Lovat di Villorba (via Newton 32), il dott. Massimo De Luca ( giudice del lavoro al Tribunale di Treviso ) e l' avv. Sossio Vitale ( Foro di Treviso ), si confronteranno sul fenomeno del mobbing. Moderatore dell'incontro: dott. Carlo Silvano . Saranno trattati, in particolare, i seguenti aspetti: - definizione del termine "mobbing"; - le categorie dei lavoratori più esposte al mobbing; - mobbing "verticale" e mobbing "orizzontale"; - le condotte vessatorie protratte nel tempo a danno del lavoratore; - demansionamento e dequalificazione; - la raccolta delle prove; - il ruolo dei testimoni; - il danno biologico. Presso la libreria Lovat è possibile reperire il volume " Un lavoratore di troppo. Storie di mobbing nella Marca trevigiana ", di Carlo Silvano e Agostino La Rana.

Mobbing nella scuola

Oggi da Napoli mi ha telefonato una cara amica: è una docente e sta vivendo un brutto momento sul lavoro di lavoro perché alcuni mesi fa ha reclamato un suo diritto. Non è il caso di parlare di mobbing, ma purtroppo i conflitti nei luoghi di lavoro non risparmiano neppure il settore pubblico, anche se si è convinti che lì il posto è fisso e garantito. Già altre persone mi avevano segnalato situazioni incresciose nel mondo della scuola. E' difficile pensare ad un docente che la mattina deve andare ad insegnare alle future generazioni, quando si porta nell'animo la tristezza di doversi incontrare e scontrare con colleghi e dirigenti. Chi ne farà la spese di tutto questo? Non solo la persona che deve subire "mobbing", ma anche i suoi familiari e, non ultimi, i suoi alunni.